2 Dicembre, si incontrano i comitati cittadini

Venerdì 2 dicembre a via Goito, 35, presso l’Associazione Centofiori si è svolta l’assemblea del Comitato Cittadino per l’utilizzo pubblico delle caserme, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni, dei comitati per l’utilizzo pubblico dei forti, di Legambiente e dei partiti.

La riunione è stata occasione di fare il punto della situazione, dopo il protocollo di intesa con il Ministero della Difesa e la delibera 8/2010, che prevede la parziale edificabilità del Forte Boccea, le osservazioni inviate dalle associazioni presenti nel territorio, cui ancora non è pervenuta risposta da parte del competente dipartimento del Comune.

Ovviamente si è parlato anche delle altre aree che devono essere “valorizzate”, eufemismo che potrebbe anche significare svendita e cementificazione: l’idea forte che viene affermata è che non è possibile continuare a fare cassa mercificando il territorio, che la vera valorizzazione di queste aree è quella di destinarle all’utilizzo pubblico, certamente con un occhio al ritorno economico, ma il profitto dei privati non deve essere l’unica molla che spinge l’operato delle amministrazioni pubbliche, a meno che non si intenda l’amministrazione come una società di intermediazione immobiliare, attenta agli interessi dei costruttori.

Gli unici veri interlocutori degli Enti locali dovrebbero essere i cittadini e le associazioni che li rappresentano, e invece, in certi casi, si è seguita la logica di individuare aree da dismettere senza alcun confronto con gli amministrati.

Il rappresentante del Comitato Forte Boccea Bene Comune – ricordiamo che il Forte Boccea è una delle più importanti strutture interessate – ha ricordato la storia del Forte e rappresentato l’esigenza di accedere all’area, per formulare progetti e proposte, si spera che l’appello sia stato raccolto dai rappresentanti del Comune di Roma presenti in sala.

Alcune volte le storie di queste aree militari si intrecciano con quelle di tanta gente umile che si trova a dover vivere nelle nostre città, come è quella delle tante famiglie di peruviani che sono attualmente alloggiati nella caserma di Via del Porto Fluviale, pure presente nell’elenco delle dismissioni, si spera possano avere sistemazione più dignitosa in futuro.

Oltre all’introduzione del rappresentante del Comitato Tiburtina, Elio Romano, si sono ascoltate le testimonianze di quello del Comitato per la struttura di V. Guido Reni, che si battono per contemperare le esigenze di realizzazione di parcheggi con quelle della salvaguardia di alberi secolari, o quella di Legambiente, che ricorda di tenere alta la guardia per evitare deliberazioni del Comune che, senza alcun confronto con i cittadini, consentono di continuare lo scempio dell’ambiente e della qualità della vita di chi abita nelle grandi città, come sta accadendo proprio in questi giorni.

Molto interessanti sono anche stati gli interventi di alcuni neolaureati in architettura, che sono stati seguiti dall’Associazione Campo Trincerato, che hanno illustrato i loro progetti per l’utilizzo di alcune aree dismesse.

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